
Capita almeno una volta a tutti: ci svegliamo con un brutto raffreddore e ricordiamo come la sera prima, magari uscendo da un luogo riscaldato, abbiamo preso un brutto “colpa d’aria”, oppure in estate, dopo aver sudato molto, siamo stati esposti a sbalzi di temperatura o a temperature fredde. Il verdetto è presto pronto: il nostro potrebbe essere un raffreddore da colpo d’aria. Ma quanto c’è di vero dietro questa affermazione? In questo articolo esploriamo verità e falsi miti sul raffreddore da colpo d’aria
Qual è il legame del colpo d’aria e il raffreddore?
Il termine “colpo d’aria” si usa per descrivere alcuni sintomi e tra i più disparati ritroviamo il mal di gola, raffreddore, tosse, mal di testa e dolori muscolari e articolari, che si possono manifestano dopo essere stati esposti al freddo.
Ma qual è la verità? Il colpo d’aria è associabile ad una possibile esposizione al freddo ma non è strettamente collegata al raffreddore. Avendo origine virale, non è il freddo a farci sviluppare il raffreddore ma il contatto con virus presenti nell’aria. Il termine colpo d’aria rimane una definizione popolare che non ha alcuna valenza scientifica e che, curiosamente, è tipicamente italiana.
Nonostante ciò, il freddo ha un legame con il raffreddore anche se in modo indiretto: gli sbalzi di temperatura repentini e temperature molto basse possono comunque indebolirci e favorire l’ingresso di virus nell’organismo. Pertanto, sarebbe meglio coprirsi adeguatamente quando iniziano a scendere le temperature, o prima di entrare in un luogo climatizzato con temperature troppo fredde.
Raffreddore: maggior rischio nei luoghi chiusi che all’aperto?
Sebbene non basti prendere freddo per contrarre il raffreddore, un legame con il freddo esiste; quando fa freddo, il nostro sistema immunitario può abbassarsi. Questo può influenzare la difesa del nostro corpo e la capacità delle ciglia nelle vie respiratorie di allontanare le goccioline che veicolano il virus.
I virus che provocano il raffreddore (generalmente rinovirus) sono molto contagiosi, ma c’è di più: d’inverno, siamo spesso in luoghi chiusi dove l’aria non circola bene, e questo ci rende particolarmente vulnerabili. Aule, uffici e mezzi pubblici sono i luoghi nei quali entriamo più facilmente in contatto con persone infette e con un maggior rischio di venire a contatto con i virus ; insomma, il freddo non è certamente una causa diretta del raffreddore, ma ci sono anche altri fattori che giocano un ruolo importante nella diffusione del raffreddore.
Meglio quindi aprire le finestre ogni tanto e favorire così il ricircolo dell’aria, anche a costo di abbassare lievemente la temperatura della stanza, ovviamente senza esagerare.
Alcuni consigli per il raffreddore
Non esiste una cura specifica per il raffreddore comune, ma ci sono vari rimedi che possono aiutare a gestire i sintomi e accelerare il recupero. Questi sono una buona dose di riposo e bere molto per mantenersi idratati. Tuttavia, se il fastidio dovesse essere molto forte è possibile chiedere consiglio al proprio medico che potrebbe proporre dei medicinali da banco in grado di alleviare temporaneamente i sintomi.
Possiamo quindi rassicurare: anche se un colpo d’aria può causare disagio, non è la causa diretta del raffreddore. Per evitare il raffreddore si consiglia di:
- Lavare frequentemente le mani, specialmente se si è entrati a contatto con una persona raffreddata
- Pulire con disinfettante oggetti e superfici che vengono condivisi con altre persone.
- Mantenere, in generale, una buona igiene personale.
- Usare la mascherina nei luoghi particolarmente affollati.
Se invece siamo già raffreddati bisogna avere pazienza, in genere il raffreddore si risolve spontaneamente in 5-10 giorni, oppure si possono utilizzare dei decongestionanti per alleviare i sintomi; sarebbe bene non venire a contatto conaltre persone per evitare il contagio e un utile consiglio è quello di prediligere il riposo.