
Con l’arrivo della stagione fredda, il rischio di contrarre l’influenza può diventare un momento di maggiore attenzione per molti genitori verso i propri figli. Sebbene l’influenza colpisca persone di tutte le età, i bambini sono soggetti particolarmente esposti perché il loro sistema immunitario non è ancora abbastanza maturo per proteggerli al pari di un adulto. In questo articolo cerchiamo di capire cosa fare in caso di influenza nei bambini e come possiamo agire.
Che cos’è l’influenza?
L’influenza è una malattia che può essere contagiosa provocata dall’entrata in contatto del nostro organismo con un virus che colpisce in particolare le vierespiratorie . L’influenza viene trasmessa con la dispersione di goccioline salivari di persone infette che possono entrare in contatto con il nostro organismo in molti modi, come uno starnuto, ad esempio.
L’infezione è causata da un virus diverso da quello del raffreddore comune e provoca generalmente sintomi come la febbre e in alcuni casi anche febbre alta. Si tratta di una malattia estremamente diffusa, che colpisce circa un miliardo di persone nel mondo; questa sua contagiosità è dovuta dalla capacità del virus influenzale di mutare da una stagione all’altra.
Generalmente, l’influenza scompare nel giro di 5-7 giorni, ma quando si tratta di bambini, che sono generalmente soggetti più fragili, è normale avere maggiore premura. Vediamo quindi quali sono i sintomi e come curare l’influenza nei bambini.
Sintomi dell’influenza nei bambini
I normali sintomi dell’influenza sono generalmente comuni a tutti i soggetti che la contraggono, si tratta di:
- Febbre
- Dolori articolari e muscolari
- Brividi e sudorazione
- Mal di testa
- Mal di gola
- Congestione nasale
- Stanchezza
Tuttavia, nei bambini si possono manifestare anche nausea, vomito e diarrea, inoltre i più piccoli impiegano generalmente più tempo a combattere il virus perché il loro sistema immunitario è ancora alle prime armi e i sintomi possono protrarsi anche per 10 giorni. Si tratta comunque di normali sintomi che non dovrebbero generare allarme, ma quando è il caso di preoccuparsi in caso di influenza in età pediatrica?
Fra le complicazioni influenzali in età pediatrica, la più comune è la polmonite, che si verifica quando il virus si estende alle basse vie respiratorie raggiungendo gli alveoli polmonari e i tessuti circostanti nei polmoni. La diagnosi di un’eventuale polmonite spetta al pediatra, che potrebbe riconoscere i seguenti sintomi:
- peggioramento della tosse
- difficoltà respiratorie
- febbre persistente o ricorrente
- sangue o pus nel catarro
Come far abbassare la febbre nei bambini?
Il manifestarsi di una febbre alta e persistente merita sempre ulteriori accertamenti medici, specialmente in età pediatrica. Tuttavia, bisogna ricordare che la febbre non è una malattia ma è un sintomo e rappresenta uno dei tanti segnali di allarme del nostro corpo ed è un meccanismo fisiologico di difesa in risposta ad una infezione di virus come quelli dell’influenza. Inoltre, cercare subito l’abbassamento della febbre, non è sempre un bene, in quanto può interferire con la risposta del sistema immunitario del bambino che sta imparando a combattere l’infezione.
Nel caso in cui si voglia recare sollievo al bambino può essere utile rivolgersi al consiglio del pediatra che potrebbe somministrare medicinali in grado di contrastare i sintomi più fastidiosi. In generale ci sono alcuni consigli che si possono seguire:
- Far bere al bambino molta acqua per evitare la disidratazione
- Bagnare fronte, polsi e polpacci con un panno fresco
- Far fare al bambino un bagno mantenendo l’acqua ad una temperatura leggermente inferiore alla sua, ma non fredda.
Inoltre, la comunità medica consiglia di sottoporre i bambini sopra i 6 mesi al vaccino antinfluenzale, che può aiutare a ridurre l’incidenza della malattia e le forme gravi dell’infezioni. Se il bambino riceve le giuste cure e il giusto riposo l’influenza farà il suo corso e potrà guarire nei tempi previsti, dotandolo in cambio di un sistema immunitario possibilmente più forte